Mettiamo Radici

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci” – Mahatma Gandhi

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Perchè continuo a votare PD

(Post stimolato dalla lettura di questo articolo e dei relativi commenti.)

Io continuo a votare e credere nel PD perchè lo intendo come una sfida. Come una sfida che si propone di permettere l’incontro di idee e culture diverse.

La sinistra deve avere come obiettivo il riconoscimento delle diversità come un punto di forza e non come debolezza. Quale esempio migliore c’è del farlo ritrovandosi in un partito che ha la forza di riconoscere le diverse opinioni, e di definire una politica che sia l’incontro di tali diversità? E’ vero che il PD non è certo stato un esempio di chiarezza negli ultimi tempi: io però ritengo che questi li si possa considerare semplicemente dei malanni che precedono la crescita. Unire due partiti e far finta che nulla fosse successo (tipo l’incapacità di rinunciare alla targa con la scritta “Margherita” all’uscita di una sede del PD) non poteva essere l’idea giusta da portare avanti, come d’altro canto rispettare a tal punto tutte le idee da dare l’impressione di non fare delle scelte (“ma anche”, ricordate ?).

Il lavoro che è stato portato avanti negli ultimi mesi in Assemblea nazionale con la stesura del programma ha invece permesso un percorso iniziale di ricerca della sintesi tra le posizioni diverse presenti nel partito, che non è affatto stato completato, ma riesce a dare un’immagine ancora parziale ma sicuramente più definita di quella precedente. Sicuramente uno dei punti (il più importante secondo me) in cui la sintesi manca ancora è quello delle politiche sul lavoro. Lì secondo me il PD ancora non riesce a trovare gli elementi di sintesi necessari alla comunicazione verso l’esterno, e finchè non ci riuscirà la sua vita sarà molto difficile.

Rimango comunque convinto del fatto che l’aspetto più stimolante del Partito Democratico sia la sua pretesa di essere un punto di incontro (scontro ?) di idee diverse, e che a questo incontro non si debba rinunciare. La rinuncia all’incontro e allo sforzo di trovare un punto comune tra le idee diverse rischia di generare solo altri facili frazionamenti. Facili perchè si rinuncia al confronto dialettico solo per ritrovarsi con le persone che bene o male la pensano esattamente come noi. Il risultato finale però è solo quello di rinchiudersi in un recinto più piccolo di quello precedente.

Io invece voglio sfidare ed essere sfidato al pensiero “out of the box”, fuori dalla scatola e dal recinto autoimposto dalle mie stesse convinzioni. Perchè solo così si cresce sul serio.

 

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Suolo contaminato da petrolio ? Dateglielo da mangiare.

Ai batteri, naturalmente.

Batteri che mangiano petrolio, quelli che sarebbero stati selezionati e ottimizzati per il trattamento delle contaminazioni da derivati del petrolio nel suolo. In particolare questi batteri sono stati selezionati per la capacità di sopravvivere ad esposizione ad elevate quantità di idrocarburi, degrandandoli, ma solo quando il petrolio non è presente ad alti volumi. I batteri tendono infatti a crescere esclusivamente agli estremi delle estensioni o macchie di petrolio sul terreno, cioè dove il petrolio non manca, e sono presenti anche altri nutrienti necessari alla loro sopravvivenza. I batteri che degradano idrocarburi sono sempre esistiti, ma quello che manca è la capacità di stimolarne la riproduzione anche in ambienti ricchi di idrocarburi e privi dei nutrienti che ne sostengono normalmente la crescita.

In particolare il batterio Alcanivorax borkumensis è conosciuto da tempo ed è stato selezionato e preparato dalla compagnia biotech texana Altogen Labs in modo da poter essere consevato in forma secca per poi riportarlo in funzione con aggiunta di acqua ed addizionarlo alle zone contaminate. I batteri sono stati studiati e progettati in modo da essere specifici per particolari combinazioni di idrocarburi, e non per qualsiasi tipo di molecola organica. Inoltre il processo studiato in laboratorio sembra permettere un’accelerazione dei ritmi di degradazione delle molecole del petrolio da parte dei batteri, garantendo una maggior velocità nella eliminazione delle contaminazioni di suolo.

Fonti: The Biotech Weblog, PR Newswire

Dalla Legione Perduta alla nostra eredità genetica

La storia di Roma e dei Romani mi sta a cuore, la loro capacità di viaggiare e portare con sé la propria cultura influenzando in modo decisivo le popola<ioni da loro conquistate mi ha sempre affascinato. Quando poi si passa dall’influenza culturale a quella genetica, la curiosità aumenta a dismisura.

La storia è questa: nella Cina nordoccidentale si trovano delle popolazioni che condividono caratteri somatici propri non delle popolazioni asiatiche, ma di quelle caucasiche (europee, per intenderci). Questo porta spesso ad articoli di giornale con toni più o meno a sensazione, inneggianti alla scoperta di una relazione tra i caratteri somatici di tipo europeo di queste popolazioni cinesi e la storia dei 145 Romani sbandati dalle legioni di Crasso dopo la sconfitta con i Parti nel 53 A.C. Questi uomini si sarebbero rifugiati nei territori dell’odierna Cina nordorientale lasciando un ricordo di loro nel DNA degli odierni abitanti i quelle terre.

Dal blog Gene Expression viene la spiegazione su come fanno queste popolazioni ad avere eredità ancestrali di tipo indoeuropeo senza necessariamente avere tra i loro antenati dei soldati Romani sbandati. In particolare gli abitanti di quello che oggi è Xinjiang è sempre stato dominato da uomini con i caratteri somatici europei, e l’eredità genetica di quelli che dovrebbero essere discendenti dei Romani potrebbe essere la stessa della popolazione degli Uiguri :

Come molte popolazioni Europee gli Uiguri hanno un aspetto Asiatico Occidentale e Nordeuropeo, ma mancano di un’eredità Europea Meridionale. Questo è importante, perchè essa è dominante sia nei Toscani che negli Italiani Settentrionali. Se i “Cinesi Romani” fossero genuinamente Romani, dovrebbero avere un’eredità ancestrale specificamente Europea Sudoccidentale, cosa che li distinguerebbe dagli Uiguri.

Gli Uiguri infatti hanno una porzione di eredità ancestrale cinese, come è possibile notare dal grafico del post linkato, insieme a quelle sud e ovest-asiatiche con una porzione di origine europea, ma solo nordeuropea e non sudeuropea. Quindi supporre che una popolazione vissuta nella stessa zona sia priva di eredità genetica sudeuropea ed al tempo stesso che un’altra abbia diretta discendenza dalle legioni di Crasso sembra un po’ esagerato.

Guardando in casa nostra gli italiani sono un mix per lo più di origini sudeuropee, nordeuropee, asiatiche con una spruzzatina di africa nordoccidentale.  Infine, se vogliamo fare un confronto, i più europei tra gli italiani (o i meno italiani tra gli europei ?) sono solo i sardi, che presentano un’assoluta prevalenza dell’origine genetica europea meridionale, soprattutto per ragioni geografiche.

Per trovare una morale alla favola, si potrebbe sostenere che ognuno di noi, se lo volesse, potrebbe sostenere di essere originario di molti più luoghi sulla Terra piuttosto che di uno, esclusivamente sulla base dell’eredità genetica dei suoi antenati. Io per esempio posso sostenere a ragione di avere antenati indiani, se è vero come è vero che gli italiani del nord possiedono DNA di origine del sudovest asiatico !

Grazie a Dio…

… in Italia esistono ancora gli eroi.

Quelli veri !

Bunga Bunga, Bersani, e la Strana Coppia

Edit del mattino seguente: anche Il Post aveva aggiunto nei suoi “POST-IT” la notizia da Repubblica della richiesta di dimissioni.

Edit delle 23.03 – Finalmente anche Il Fatto Quotidiano sì è svegliato dal sonno !

Oggi pomeriggio il segretario del PD, Bersani, ha chiesto le dimissioni del Governo Berlusconi, perchè il Parlamento Italiano ha bisogno di “sobrietà e dignità”.

L’oggetto del contendere però non sono le “abitudini singolari” (!)  del nostro premier, è il fatto che la notizia della richiesta di dimissioni fatta da Bersani sia finita nelle home page dei principali quotidiani italiani, ma non di tutti.

Vediamo: ne parlano Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Mattino, Il Messaggero, L’Unità, ed anche Libero (!). Libero per altro ne parla all’interno di un articolo che non esplicita la richiesta di dimissioni ma da voce ai dubbi del PD sulla possibilità che chiamare una Questura per forzare il rilascio di una ragazza minorenne colpevole di furto, spacciandola per una nipote di un capo di stato straniero possa essere un abuso di potere. Poi naturalmente esisteranno anche altri quotidiani online che ne hanno parlato.

Quel che lascia stupiti è invece quali due quotidiani online non parlano affatto della richiesta di dimissioni: Il Giornale e Il Fatto Quotidiano. Una strana coppia davvero. Se da un lato è comprensibile che un quotidiano vicino (si fa per dire) al premier non dovrebbe parlare in maniera lusinghiera del principale partito di opposizione, lascia stupiti come il quotidiano che dovrebbe raccontare i fatti senza farli contaminare dalle opinioni non parli affatto della richiesta di dimissioni ! Forse perchè è un fatto contrario alla narrativa con cui Il Fatto continua a voler descrivere il PD ?

Alla strana coppia si affianca poi Il Post, su cui però mi riservo di attendere perchè un po’ diverso da un quotidiano online vero e proprio. Resta il fatto che anche loro non parlano di Bersani, ma non hanno quasi parlato di (ehm) “Bunga Bunga” se non spiegandone alla lontana il significato “storico“.

Alì Berlù e le 40 vergini

A furia di frullare, la panna sta montando.

Bioinformatica e twitter

Pare che anche le aziende bioinformatiche si siano accorte di twitter. 

Hanno iniziato a mettere online i loro tools, dando news sul loro funzionamento in diretta. Praticamente, si sarà sempre al corrente dei cambiamenti ai sistemi, e se ci dovessero essere malfunzionamenti, lo si saprà in presa diretta.

Se poi si volessero seguire persone impegnate nel lavoro del bioinformatico, qui si possono trovare quelle con più adepti..

Perchè non abolire del tutto il Parlamento ?

Cambiare regolamenti parlamentari. Berlusconi propone di cambiare i regolamenti parlamentari: il voto del capogruppo dovrà valere per tutti i suoi deputati. Chi non è d’accordo potrà votare contro o astenersi. La proposta del premier si lega alle nuove norme di voto e all’esigenza, spiega Berlusconi, di “rivedere i regolamenti parlamentari che non sono adeguati per un governo e una maggioranza che devono avere tempi certi sull’approvazione delle leggi”.

A quel punto, a che servirebbero Camera e Senato? Se decidesse una sola persona, poi, le decisioni sarebbero ancora più pronte. E saremmo anche noi ancora più pronti ad andare a riprenderci la libertà di cui staremmo per essere privati. Cioè quella di avere dei rappresentanti in Parlamento che partecipino alle votazioni.

Non si può.

Non si può essere così lucidi a 100 anni.

E’ solo la prima volta, ma: grazie Wired.

Meglio So…

… li.

Leggo un po’ in giro di gente che dice di allearsi con l’UDC prima, o con la sinistra poi.

Meglio nessuno.

Allearsi con qualcun altro per i partiti del centrosinistra è sempre stato un problema, perchè farlo genera incomprensioni. Da chi è composto il “mercato elettorale” del PD? Da cattolici di sinistra, ex elettori Margherita, e da quelli che erano progressisti, di sinistra, ex elettori dei DS. Per far nascere il PD, si dice sempre che gli si deve dare un’identità. Se si vuole dare un’identità a questo partito, bisogna prima di tutto concentrarsi su di esso. Per concentrarsi su di esso, e creare un’identità, serve uno zoccolo duro di persone che vi si identifichino. Ora come ora, la maggioranza degli elettori PD lo votano solo perchè è il risultato della somma di DS e Margherita. Solo in pochi, secondo me i più giovani, si identificano direttamente come Democratici, e sono coloro che hanno incominciato a votare dopo la nascita dell’Ulivo. Gli altri, se hanno a disposizione una scappatoia, come la coalizione con un’altra forza, per togliersi i dubbi, voteranno senza dubbio per quella. Fornire una forza politica alternativa, alleata, significa fornire un alibi ai cittadini elettori. Il PD è una creatura nuova, i suoi confini potenziali sono larghissimi, ma quelli reali attuali sono molto stretti. Quello che manca sono le fondamenta, che si possono costruire evitando di dare alibi ai potenziali elettori. In questo ha ragione Veltroni: per come è costruito il PD, la sua debolezza e la sua forza sta nella molteplicità di identità interne. Ogni parte della molteplicità lotta naturalmente per tornare allo stato antecedente il momento della mescolanza. Quindi la parte cattolica per l’alleanza con l’UDC, la parte di sinistra per ricominciare con quel che rimane dei cespugli dell’estrema sinistra.

Mischiare valori e idee che si sono ritrovati contrapposti per tanto tempo è problematico, perchè le persone che tali valori interpretano, si sono spesso trovati ai capi opposti del tavolo, durante le discussioni politiche nei decenni passati. La difficoltà sta lì. Le discordanze stanno tutte dietro le nostre spalle. O, meglio, dietro le loro. La nuova generazione di democratici, che è appena nata, che da poco ha scoperto il PD, lo vede come una gigantesca opportunità. I giovani non hanno quello che ogni tanto definisco “il pregresso”. Tutta quella serie di pensieri e forme mentali ereditati da 50 anni di scontri politici tra “comunisti” e “democristiani”, che, però, nulla hanno a che fare con il presente e con il futuro.

Quindi, per il gusto del pregresso, si tengono la falce e il martello appesi in una “nuova” sezione del PD, o si tiene in vita un portale internet senza alcun senso come dsonline, o non si può togliere il simbolo della Margherita dall’insegna di uno degli uffici del Partito Democratico, o si fanno ancora le liste e le candidature sulla base di una provenienza datata ormai 2 anni. Questo partito, chiaramente alla deriva, si trova strappato e dilaniato tra due direzioni da prendere e non riesce a capire che le direzioni, oltre che opposte, sono entrambe sbagliate.

Il potenziale del PD è gigantesco, ma va fatto crescere sulla base della solitudine e dell’assenza di alibi per i suoi elettori. Anche perchè, in caso contrario, si rischia di farsi crescere delle serpi in seno.