Mettiamo Radici

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci” – Mahatma Gandhi

Archivi delle etichette: italia

Oggi nasce…

Wired Italia !

In bocca al lupo !

Annunci

Ipse Dixit

“Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli”

Abbiamo DECISAMENTE passato il segno. Berlusconi è di una volgarità assurda. Questo “governo”, o meglio questo branco d’incapaci e di razzisti xenofobi che ci governa, sono indecenti.

Emergenza rifiuti finita. E l’emergenza democratica?

In un post di qualche giorno fa ho copincollato un lancio d’agenzia sull’emergenza rifiuti tuttora in atto in Campania. Dalle parole passiamo alle immagini in movimento. Sinceramente son rimasto molto male, nel vederle. Ma non mi sono stupito per niente.

Tempi difficili

Ditelo, però, che è sempre così.

Succedono davvero troppe cose perchè le si possa seguire tutte. Dal medio di Bossi, alla Finanziaria, a Del Turco in gattabuia, Piazza Navona, il processo di “rinnovamento” della sinistra sradicata.

In mezzo a tutto questo, però, rimane  la sensazione che chi occupa Palazzo Chigi lo faccia solo provvisoriamente. Tutto sta succedendo davvero troppo velocemente. Voi guardate dove eravamo solo due mesi fa, quale era la situazione in Italia, e consideratela ora. Avevamo un Paese che poteva, alla lunga, essere indirizzato verso la meta giusta. Per lo meno sembrava ci fosse la volontà di farlo.

Invece no, non era vero.

Ora come ora la situazione è l’esatto contrario. Per dirla in latino, “Cui prodest?” cioè “A chi giova?”. A chi fa comodo un continuo clima di scontro? A chi serve che tutti i provvedimenti del Governo se ne vadano nella polvere sollevata dalle risse?

Si è visto come è andata nelle prime settimane: Decreto Rete4 e decreto intercettazioni, con la polvere ancora bassa, non sono affatto passati sotto silenzio. Erano dei tentativi, essenzialmente portati per sondare il terreno, e vedere quali erano le reazioni dell’opposizione. Definito che in un clima calmo il Governo perdeva colpi, la decisione di alzare i toni, prima contro i magistrati per via privata (ricusazione), poi per via pubblica (sospendi-processi). Qui abbiamo perso Tonino, che invece che stringere i denti e guardare dietro l’angolo, si è lasciato prendere la mano dall’idea della stramaledetta visibilità.

Quindi i centomila di Piazza Navona, Grillo, Guzzanti. La manifestazione è stata una grande occasione, ma un clamoroso insuccesso. Al giorno d’oggi non ti puoi permettere messaggi sbagliati, soprattutto nell’organizzazione. Di Pietro ha messo Grillo&Guzzanti tra gli ultimi a parlare, come le rockstar di turno, mentre gli altri (lui compreso) facevano i supporter. Ha dato loro l’ultima parola (consapevolmente? gliel’hanno chiesto per contratto e lui l’ha concesso?), e la visibilità nei TG senza la possibilità di creare un controcanto. E così ha bruciato tutto, compreso il credito accumulato con Moni Ovadia, Andrea Camilleri, Furio Colombo, Rita Borsellino. Più Arturo Parisi, che si era scelto il (comodo) ruolo di oppositore interno del PD, e l’ha lui pure buttato nel cestino per un po’ di visibilità. Come noterete, è scomparso dalla faccia politica della terra.

Quel che deve fare l’opposizione è non farsi prendere dall’iperattività/ansia dell’annuncio del Governo. Alla lunga questo comportamento li brucerà. Bisogna collezionare tutti i loro annunci e poi sfruttarli alla lunga per dimostrare come fossero solo fuochi di paglia, primi fra tutti quelli dell’ineffabile Brunetta sugli Statali e la Pubblica Amministrazione. Lasciamo al PdL di sviluppare tutte le sue “potenzialità”, tanto quello che voleva il Capo, l’ha avuto. E l’avrebbe avuto anche se il PD avesse strepitato per tutto il giorno. In quel caso, però, sarebbe stato facile bollare l’opposizione come quella degli ululati e basta. Oggi come oggi non c’è più la possibilità di appellarsi al concetto dell'”opposizione comunista”.

Testa bassa e pedalare. Il PdL ha dentro di sè forti contraddizioni, al momento mascherate dalla presenza del Capo. Per non parlare poi del fossato che si sta creando con la Lega. Come avevo già fatto intendere tempo fa, il Pdl si batte scavando sotto traccia, e non alla luce del sole delle TV. E lì che è più forte. E’ lì che è inutile accanirsi.

E questo sarebbe un esponente del Governo della Repubblica Italiana…

Gay: Giovanardi, “Nelle forze armate siano misurati”

04 lug 15:07 Politica

MILANO – “Oggi un gay puo’ operare nell’esercito, ma con misura. Lo stesso vale per un eterosessuale, non deve comportarsi da puttaniere, per usare un termine brutale. Nell’esercito verrebbe richiamato per condotta disdicevole. Non ci deve essere una manifestazione ostentata, vistosa ed invasiva dell’orientamento sessuale tale da turbare l’attivita’ dei militari”. E’ questa l’opinione al riguardo del sottosegretario per la Famiglia Carlo Giovanardi, espressa a ”Klauscondicio”. ”Un importante generale – aggiunge – fece un’osservazione interessante: prima l’omosessualita’ nelle caserme era seriamente proibita, oggi e’ facoltativa, non vorrei che domani diventasse obbligatoria”. (Agr)

Eptalogo

Non ci arrendiamo.

Per costruire un’Italia nuova c’è tempo.

Ora dobbiamo costruire il nostro partito. Un partito con una visione radicale del mondo. Un partito che guarda al domani e lo studia. Un partito “preveggente”. Un partito ambientalista. Un partito in ascolto.

Su che cosa dobbiamo concentrarci?

Ecco il mio “eptalogo”:

  1. Un partito “cittadino”: la nuova maggioranza parlamentare è italiana, ma populista. La Lega è il segnale che le politiche locali, quelle più vicine alla gente e alle sue necessità, vincono. Un partito che guardi con grande attenzione alle tradizioni locali, alla storia dei piccoli centri abitati. Perchè piaccia o non piaccia, l’Italia è un Paese unito, ma formato da comunità distinte. Partito “cittadino” anche dal lato dell’amministrazione di comuni, province, regioni: ognuno dei punti che seguiranno, dovranno necessariamente esservi applicati. Noi siamo più forti a livello locale. Approfittiamone.
  2. Un partito “tecnologico”: la generazione del consenso non si fa distribuendo volantini, e solo in periodo di campagna elettorale. I nostri avversari il consenso lo costruiscono ogni sera, di fronte al televisore. Invece di piangere sulla mancanza di mezzi, approfittiamo del vantaggio che già ora abbiamo sulla maggioranza. Il PD è il primo vero partito 2.0, cioè il primo vero partito che affonda le sue radici anche sulla Rete Internet. Il messaggio di Beppe Grillo può non piacere, ma deve far riflettere la capacità di generare consenso in maniera massiccia. Il V2 DAY che si terrà il prossimo 25 Aprile sarà da seguire con forte attenzione. Internet può essere il veicolo della creazione del consenso nel futuro. Abbiamo accumulato, forse per caso, forse no, in questi anni, un buon vantaggio. Sfruttiamolo. Visto altresì che siamo anche un partito “cittadino”, come da punto 1, la cosa in assoluto più importante che un’amministrazione locale targata PD dovrebbe fare, è portare la banda larga in ogni casa dei propri cittadini. Combattere per questo. Bisogna fornire ai cittadini un mezzo di comunicazione alternativo alla TV, un mezzo di comunicazione che privilegia la formazione del pensiero critico e non di quello acritico. Un mezzo di comunicazione libero. La lotta contro le televisioni di Berlusconi non si vince guardandosi dietro le spalle, ma comprandosi un telescopio, per scoprire cosa c’è al di là del cielo.
  3. Un partito “culturale”: guardatevi intorno, la sera, soprattutto nei piccoli comuni. Le persone non escono più di casa. Non ci sono più luoghi di ritrovo comune in cui ci sia scambio di idee e pensieri. Tutti sono sempre davanti alla televisione. E così si ritorna alla generazione del consenso. Ribadisco: il primo obiettivo deve essere quello di tenere più lontana possibile la gente dal televisore. Coinvolgere le scuole in questo, soprattutto. L’educazione di bambini e ragazzi può essere un modo molto semplice di generare il pensiero critico anche nei genitori. I Comuni avranno la responsabilità di creare opportunità serali per la gente, eventi culturali, musicali, il più possibile vicini alla maggioranza dei cittadini. Piuttosto che un grande evento nel centro di una città, forse saranno meglio 5 piccoli eventi, uno per ogni quartiere.
  4. Un partito “solare”: i Verdi in Italia non esistono più. Il Partito Democratico deve raccogliere la loro (magra) eredità e trasportarla nelle sue politiche locali. Dobbiamo diventare il partito del risparmio energetico, della riconversione solare dell’energia, di un modello alternativo di sviluppo. I Comuni dovranno dare una mano alla riconversione solare delle abitazioni, educando i cittadini e spiegando i vantaggi, anche economici, di un passo di questo tipo. Anche qui, la scuola avrà un ruolo fondamentale. Due, tre giornate all’anno, in cui tecnici di un’azienda specializzata spieghino ai cittadini i pro e i contro della scelta del solare. Piaccia o no, l’ecologia è il futuro dell’umanità. Insieme a questo, nei temi ambientali si inserisce anche la gestione di un corretto ciclo di smaltimento e riciclo dei rifiuti. Parrà strano, ma questo è un tema che ai cittadini sta molto a cuore. Soprattutto perchè interviene sulle loro tasche con la tassa sui rifiuti. Bisognerà revisionare le modalità di calcolo di questa tassa, in modo da rendere la più giusta possibile la ripartizione dei costi dello smaltimento. Meno costi per i cittadini più meritevoli.
  5. Un partito “comunicativo”: se facciamo qualcosa di buono, per favore, facciamolo sapere alla gente! Visto che il principale mezzo di comunicazione di massa non ci vede, per così dire, in pole position, sfruttiamo i circoli locali per lanciare messaggi alla gente, riguardo ai temi che ci interessano, sia con incontri, che con piccole manifestazioni. Utilizziamo Internet, dopo che saremo riusciti a portarlo nel nostro piccolo paese, per informare la gente. La creazione di una newsletter per i cittadini con le informazioni sulle ultime decisioni del Gruppo del PD in Comune può essere una buona idea. In questo modo creeremo un flusso di informazioni diretto e “non mediato”.
  6. Un partito “pulito”: un partito antimafia. La radicalità nelle scelte prevede anche momenti dolorosi. Per i sospettati di collusione mafiosa nel nostro partito NON PUO’ ESSERCI SPAZIO. Espulsione diretta (ma temporanea) dal partito per chi riceve un rinvio a giudizio, in attesa della sentenza. Conferma dell’espulsione in caso di condanna di primo grado. Espulsione anche in caso di prescrizione, noi non siamo il partito dei furbi. Soprattutto per i deputati, ma valido a qualsiasi livello. Lotta alla corruzione nei comuni, semplificazione delle scelte per cittadini, premi ai cittadini meritevoli.
  7. Un partito “ascoltatore”: le Primarie sono state un successo. Creiamo un grande regolamento pubblico delle Primarie del PD, istituzionalizziamole anche a livello nazionale. Combattiamo una battaglia per farle entrare nella nuova legge elettorale. Quando ci mettiamo in ascolto i cittadini rispondono. Sfruttiamo le primarie per metterci in contatto con loro. Chiediamo la loro email, se ce l’hanno, promettendo di inviare loro i risultati delle primarie, e se vogliono, anche informazioni sulle attività locali del partito. Spesso i cittadini hanno delle buone idee, ma noi non li ascoltiamo perchè pensiamo di sapere di cosa hanno bisogno. Durante il periodo delle primarie chiediamo ai cittadini di venirci a dire che cosa vogliono da noi. Anche a quelli che votano diverso da noi. Soprattutto a loro.

Il diritto al mugugno

Italia

Tre giorni.

Manca poco.

La differenza c’è e si vede.

Noi non parliamo di fucili, non parliamo di mafiosi come di eroi, non parliamo di riscrivere i libri di scuola per cancellare la storia della Resistenza.

Noi vogliamo semplicemente bene al nostro Paese, al nostro fantastico Paese.

Lo può governare chi vuole, il nostro Paese.  Ma non Silvio Berlusconi. Non è adatto a governare un paese. Basta guardare le immagini alla TV. Non è adatto a prendere su di sè l’Onore di diventare Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.
Perchè di questo si parla, di prendere per mano il nostro paese. Ognuno ha la sua ricetta, conservatrice, liberale, riformista, di sinistra estrema, centrista. Ognuna di queste filosofie ha diritto a eprimersi e cercare di guadagnare il consenso che merita. Ognuno ha il diritto di parlare con le persone per cercare di far conoscere il proprio pensiero.

A tutto questo però c’è un limite. Non si può pensare che si possano mettere in discussione le nostre Istituzioni, come la Presidenza della Repubblica, e immaginare scambi tra la Presidenza della Repubblica e la Presidenza del Senato. Non è possibile mettere in discussione la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi,
forse uno dei più amati presidenti della Repubblica della nostra Storia. Non è possibile che un elettore di centrosinistra come me debba essere costretto a parlare agli elettori di destra per convincerli che l’Unità della nostra Repubblica è un valore, che la nostra Costituzione è una carta fondamentale irrinunciabile, che la nostra Bandiera e il nostro Inno non si toccano. Questi non possono essere valori “irricevibili”. Sono le fondamenta del nostro Stato. Senza di essi il nostro Paese poggerebbe sulla sabbia.

Non possiamo vivere altri anni, e forse nemmeno altri mesi, in questo modo, nel modo che si è visto negli ultimi giorni. Non possiamo. Lo Stato deve essere unito contro le organizzazioni criminali. Prima si dice “un voto per noi è un voto contro la mafia”. Poi qualche giorno dopo, “Mangano era un eroe”, e lo si ripete, anche. Come lo devo interpretare, questo messaggio? Come una difesa dell’orgoglio della Magistratura, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, che ogni giorno rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza? Come una difesa del ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (Notoriamente portatore di idee staliniste. Penso che se fosse sopravvissuto, avremmo visto pure questo…)?

Domenica scegliamo chi dovrà governarci. Non è un momento qualunque, questo in cui ci troviamo.

Domenica andate a votare. E votate per chiunque vogliate, ma NON votate per il PdL e per la Lega. I loro capi non sono degni di essere scelti per governare un paese con la Storia dell’Italia.

Io voterò per il Partito Democratico, perchè è quello che rappresenta nel modo migliore il mio modo di pensare.

Coi fucili e le armature

Sulle schede elettorali si sta facendo una confusione inverosimile.

“Se non cambiano le schede, prenderemo i fucili” dice il nostro futuro Ministro della Repubblica per le Riforme Istituzionali. E dal Pdl non un fiato. Solo un timido “Sta male” dal “principale esponente dello schieramento a noi avverso”. Ora pare che potrebbe non diventare ministro. Mi sa tanto di tentativo ennesimo di smentita, che però sarà dimenticato quando (e se, soprattutto SE) si avrà il potere a disposizione.

Come può uno che ha intenzione (ha intenzione?) di diventare Ministro della Repubblica, MINISTRO DELLA REPUBBLICA, pensare di dire cose del genere?

Come può uno che pensavo fosse una persona seria, come Gianfranco Fini, non emettere un fiato rispetto a questa esternazione?

Come possono, in ultima analisi, gli elettori di Alleanza Nazionale, votare per il Partito Invisibile che ha messo su nonno Silvio?

Come potrà la Lega essere d’accordo sul mantenere la sede del Governo della Repubblica a Napoli nelle prime settimane (mesi?) di mandato, nell’attesa che il Piano messo in atto dal Governo Prodi veda la sua fine?

Come potrà quel che rimarrà di Alleanza Nazionale ancora guardarsi in faccia dopo che sarà stata fagocitata dal corpaccione plastico del Poppolo delle Libertà (?) ?

Con quale coraggio gli elettori di Alleanza Nazionale, di Destra (scritto volutamente maiuscolo e senza riferimenti a Storace), guarderanno all’Unità del nostro paese mentre Bossi e Calderoli provvederanno a smembrarlo dai loro rispettivi posti di potere?

Per voi l’Unità d’Italia è ancora un valore? Garibaldi un eroe? Per la Lega NO.

Mettete una croce sul simbolo del PD, che è l’unico partito che il Paese cerca di unirlo, invece di dividerlo.

AGGIORNAMENTO SERALE: “Purtroppo i fucili dei siciliani sono stati caricati per troppo tempo a salve. Quando potremo armarli come si deve, vedremo se e contro chi usarli”. Dichiarazione, questa, di Raffaele Lombardo, del Movimento per le Autonomie (LOL). Ma siete proprio proprio sicuri di voler votare per questi? Guardate che sono totalmente inconsapevoli di quello che dicono…

Votate PD, votate PD, per favore.

quirinale

Si può fare