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“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci” – Mahatma Gandhi

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Emergenza rifiuti finita. E l’emergenza democratica?

In un post di qualche giorno fa ho copincollato un lancio d’agenzia sull’emergenza rifiuti tuttora in atto in Campania. Dalle parole passiamo alle immagini in movimento. Sinceramente son rimasto molto male, nel vederle. Ma non mi sono stupito per niente.

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Berlusconi: emergenza rifiuti terminata

 

(ANSA) – NAPOLI, 18 LUG – Cassonetti e cumuli di rifiuti in fiamme a Napoli e in alcuni centri dell’hinterland. In particolare i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per domare piccoli roghi appiccati nel centro del capoluogo partenopeo, a via Medina e via Foria, e nella periferia di Pianura e nel comune di Casalnuovo dove le fiamme per i cumuli di rifiuti bruciati erano piu’ estese.

mmmhh…

A chi devo credere?

Monnezza e politica II

Roberto Saviano, da Repubblica di qualche giorno fa.

Chapeau.

Problema rifiuti: l’articolo di Romano Prodi

Ho letto, e ho anche risposto, ieri ad un commento di imago lucis a riguardo del mio precedente post sul problema rifiuti.

Oggi sul sito del Partito Democratico è stato pubblicato questo articolo di Romano Prodi, con alcune spiegazioni su quello che si è fatto o meno per risolvere la questione in oggetto.

Riporto solo il penultimo paragrafo:

 Ma anche per l´ostinata e cocciuta idea che l´ambientalismo sia una cultura di proprietà di alcuni politici e che sia Roma a dover risolvere i problemi e non Napoli a rimboccarsi le maniche.

Ho grassettato una parte della frase. Una parte che come minimo mi spaventa, se considerato il mio post di ieri.

Lo ribadisco ancora: è ora che Napoli inizi a cercare di rappresentarsi con esempi positivi, non è possibile che l’unica cosa che passa in TV siano i divieti, i NO, le chiusure. Vorrei vedere più progetti dei cittadini per risolvere il problema, visto che la politica è stata completamente insufficiente nella sua gestione. Potrebbe essere colpa anche dei media che non hanno saputo/voluto informare in merito ai casi positivi, ma solo sulle reazioni da Ultras. Mi piacerebbe che l’orgoglio dei campani si mostrasse in vie creative per diminuire la quantità di rifiuti prodotta, ed eliminarli dalle strade. Sono stanco di vedere blocchi stradali senza senso. 

Monnezza e politica.

Fiorello ha detto: “Campani, se i politici non vi risolvono il problema rifiuti, stracciate la tessera elettorale“.

Mi sta bene, ma considerate una cosa: chi ha in mano oggi l’affare-rifiuti in Campania? La politica? Non direi proprio. Chi ha interesse a che il problema dei rifiuti a Napoli non venga mai risolto? La politica? Proprio no. Quali sono i quartieri che nonostante i problemi della raccolta, sono sempre rimasti lindi e puliti? Un esempio: Scampia.

Volete risolvere il problema dei rifiuti, cari cittadini campani? Iniziate a rimboccarvi le maniche, allora.

La politica, cattiva, non vi fa fare la raccolta differenziata? E allora? Fatevela da soli.

Non ci vuole molto, certo un po’ di fatica dovrete farla, ma il risultato sarà più grande. Un condominio di solito ha un giardino. Fate un’assemblea. Decidete di recintare un pezzo di tale giardino, e dedicatelo al compostaggio. Contattate un contadino o un’azienda agricola della zona: il compost può essere usato per concimare un orto, se fatto seriamente. Glielo regalerete, e lui dovrà spendere solo i soldi del trasporto da casa vostra ai campi. Con costanza e pazienza, in primo luogo i rifiuti diminuiranno, così come la loro tossicità se lasciati in strada per lungo tempo. Che credete che siano i liquami tossici e gli odori che si sentono quando passate di fianco ad un cumulo di immondizia? Certo ci saranno anche tra i rifiuti solidi degli elementi pericolosi (plastiche, ecc..), ma anche solo togliendo la parte umida, una grossa fetta di tossicità sarebbe eliminata!

Secondo: quando vedrò i cittadini campani comportarsi con la stessa frenesia per levare dalle strade non i rifiuti fisici, ma quelli umani dell’influenza della Camorra, allora vuol dire che saremo sulla strada giusta.