Mettiamo Radici

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci” – Mahatma Gandhi

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Silvio, non è difficile!

Ciao Silvio, come va?

Come dici, le schede son troppo difficili?

Ma come, è facile! Basta mettere una croce sul simbolo, e il gioco è fatto!

No! non in mezzo tra i due simboli! SUL simbolo!

NO, NON sull’esterno della scheda! Ma sei mai andato a votare negli ultimi anni? Mica è cambiato, col tempo!

Ma COSA ti vogliono fregare.. Ah, hai paura di perdere, e allora ogni voto può essere decisivo. Beh, allora vai a fare qualche manifestazione! Così spiegherai ai tuoi elettori come si fa a votare!

E adesso fare una manifestazione è così difficile? Solo perchè devi organizzare continuamente pullman per richiamare gente in piazza? E che vuoi che sia! Anche quello non è difficile, SI PUO’ FARE ! Oh, scusa, non volevo..

Comunque, hai anche Fini, con te! Digli di andare in giro per tutta l’Italia a far manifestazioni! Veltroni è da solo, voi siete in due, poi ci son anche tutti gli altri, che sono così tanti!

Beh, allora tu a Fini, che non vuol fare più manifestazioni da solo perchè non gli piacciono i piccoli gruppi, digli di portarsi dietro un po’ di liberali di Dini, repubblicani di La Malfa, Pensionati di Fatuzzo, fasc.. – mm, forse quelli è meglio di no – e comunque con un po’ di gente insieme almeno non si sente più abbandonato ! 

Ora ti saluto! Dai che ce la facciamo! E comunque, sarà un vero peccato, mi sa che la gente non capirà. D’altra parte, l’hai visto ieri, Fini, se non gli lasciamo almeno Alleanza Nazionale, poi chi ci va a guardarlo in faccia?

*clic*

Poveraccio, lo capisco, quando dice che governare sarà una via crucis..

Si può fare

L’ultimo errore?

Nonno Silvio invecchia. Lo conosciamo, ormai, proprio non riesce a controllare le corde vocali. Non appena un pensiero gli si affaccia nel cervello, da uomo “liberale” qual’è, deve lasciargli spazio e libertà d’espressione. Da Alitalia ai precari.

Oggi però ha esagerato. Ha criticato uno dei Presidenti della Repubblica forse più amati della storia italiana. Si può dire di tutto su Ciampi, ma dire che non sia stato un Presidente equilibrato, mi sembra del tutto fuori dal mondo.

Anzi, su Ciampi non si può dire proprio niente, secondo me. E’ suo, e solo suo, il merito di aver fatto riscoprire a tutta Italia tre elementi che con il tempo si erano persi: l’inno, la bandiera, l’orgoglio nazionale. Dei sentimenti che una parte d’Italia si era un po’ dimenticati.

Non scherziamo, ora basta.

Per me, numero 111

PD 111

Quando: questa sera, ore 23.30

Dove: www.democratica.tv

Come: in videochat

Perchè: per cambiare l’Italia (e anche per rispondere ad un paio di domande)

Chi: che domande… 

(credits: Pd Obama )

Ore 00.40 : La video chat si conclude con la citazione dei volontari del Partito Democratico, da ringraziare per il loro impegno. Grazie ragazzi! 🙂

Ore 00.37 : “Internet in tutta Italia in tutte le case. Costruiamo una cultura della Rete”. 

Ore 00.33 : “Lettura e gioco per i bambini. I bambini hanno un tempo troppo organizzato”

Ore 00.32 : “La sottooccupazione femminile in Italia, soprattutto nel meridione, è inaccettabile..” 

Ore 00.24 : Tornato! dite al moderatore che i messaggi non sono inviati alle 17 come 5 del pomeriggio, ma a Mezzanotte e diciassette minuti! 

Ore 23.51 : Pausa Primo piano. A dopo! Speriamo che sia ancora online :))

Ore 23.49 : “La mafia sta orientando i suoi voti in 9 province. Facciano quello che vogliono, ma non votino per noi” Direi che si è cominciato!

Ore 23.42 : mentre aspetto andrò ad ascoltare l’intervista a Primo Piano. Come mi spiace che “il principale esponente dello schieramento a noi avverso” non può essere da Vespa stasera! 

Ore 23.38 : in attesa dell’arrivo del candidato. Anche sulla Rete si fa aspettare ! 😀 Per ingannare il tempo ho dato una lettura alle domande: il livello è alto. Son davvero contento. 

Ore 23.30 : Here, live from Catania.

Il sito fa fatica a caricare, e la chat è piena di domande. Bello!

I’m PD

 Troppo bello per essere vero ! 😀

Meno tre settimane

Tra tre settimane si vota.

Non è stata, per ora, tranne qualche eccezione, una campagna elettorale casinara come quelle degli ultimi anni. I due poli non si sono confrontati sui programmi, secondo me per l’altrui volontà, ma non si sono nemmeno sentiti i soliti ululati delegittimatori; un po’ per la scelta di Veltroni di non rispondere alle puntatine provenienti dalla destra, ma anche perchè la scelta del PD di andare da solo ha privato “il principale esponente dello schieramento a noi avverso” della possibilità di agitare lo spauracchio dei “comunisti”, i quali si trovano altrove, a questo giro.

A questo punto, si aprono 3 scenari possibili.

In uno, il Pdl vince e convince, sia alla Camera, che al Senato, e ha almeno 8 senatori di vantaggio sul resto della camera alta, e non più di 10. Un vantaggio superiore sarà praticamente impossibile. A questo punto, bisognerebbe comunque vedere in che modo potrebbe governare: le molteplici componenti del Pdl si metteranno a invocare la loro importanza, incidendo in modo pesante sulla formazione del “nuovo” Governo Berlusconi (Berlusconi quater). Dini, i Pensionati di Fatuzzo, la signora Mussolini, La Malfa, e tutti gli altri cespuglietti si faranno sentire. Berlusconi dovrebbe a questo punto fare uso di arte diplomatica, che non è esattamente il suo forte. Nella scelta dei Ministri pare che la sua scelta non sarà l’originalità (Tremonti all’Economia non è quotata, e ho letto di uno Schifani agli Interni, da far aggricciare la pelle. L’alternativa però era peggio, La Russa. Potrebbe anche tornare in lizza per un posto il signor Claudio Scajola, famoso per l’epiteto dato a Marco Biagi, errore che lo portò alle dimissioni). Passerà in Parlamento esattamente lo stesso tipo di forche caudine subite da Prodi. Alleanza Nazionale, o quel che ne rimarrà, dovrà in qualche modo far sentire la sua voce, pena la scomparsa. Il tutto ad assommarsi con una rapida perdita di credibilità nei confronti dell’elettorato, come è capitato sempre dopo le elezioni in questo quindicennio. Il sogno di Berlusconi sarebbe quello di avere un grande vantaggio al Senato, e quindi di non dover sottostare alle richieste dei “piccoli”, ma proponendosi lui quale pacificatore dell’Italia, facendo le riforme istituzionali e elettorali, e dimettersi, lasciando ad altri (fini?). Per poi, tra 5 anni, a fine legislatura, candidarsi al Quirinale. Il problema è che è molto più probabile la prima parte rispetto alla seconda.

Nel secondo scenario, il PD vince in qualche modo le elezioni alla Camera, e riesce a governare con un vantaggio limitatissimo di senatori, anche con l’aiuto dei senatori a vita, più tendenzialmente spostati verso il centrosinistra. Il peggio però avverrebbe dall’altra parte. Il PdL imploderebbe, perchè l’anima di Alleanza Nazionale pretenderebbe la testa di Berlusconi, che li ha portati alla formazione del partito unico provocando la sconfitta elettorale.

Terza opzione: il pareggio al Senato, con il PdL vincente alla Camera. Per pareggio si intende un vantaggio limitatissimo in senatori, 2-3. Anche qui, i sommovimenti all’interno della formazione di destra potrebbero portare a sviluppi imprevisti. Il risultato potrebbe essere un Governo istituzionale a tempo, per fare le riforme di cui abbiamo bisogno e subito nuove elezioni. Nessuna Grande Coalizione, come sottolineato da Veltroni, che secondo me cancellerà questa possibilità facendosi forza del rifiuto di Berlusconi di fermarsi qualche mese fa per fare una riforma elettorale prima di chiamare l’Italia alle urne.

Che Berlusconi si ritrovi il 15 Aprile con due rami del Parlamento “governabili” è un’ipotesi praticabile, possibile nella sua realizzazione, ma è anche l’unica in cui gli riuscirebbe di controllare i bollenti spiriti della sua coalizione.

L’impressione personale è che queste elezioni si possano riassumere in un sostanziale “o la va o la spacca”, per il “principale esponente dello schieramento a noi avverso”, che si sta giocando il tutto per tutto nella sua ormai quindicennale esperienza politica italiana. Il bello è che non sembra accorgersene nessuno.

Per chi vota la mafia?

In un post precedente, in riferimento ad un articolo di Roberto Saviano, avevo detto che il Partito Democratico ha fatto scelte non tanto condivisibili in Sicilia e in altre regioni del sud, nella composizione delle liste.

Per capire di che si parla, leggete questo articolo di Peter Gomez.

Non è possibile che il Parlamento diventi una succursale delle cosche mafiose, non è possibile.

Lo ripeto, magari si poteva anche prendere il 10%, e perdere malamente. Ma almeno i 2-3 parlamentari siciliani che avremmo messo in Senato, sarebbero state persone degne di stima. Sarebbe stato meglio.

Si poteva fare, non è stato fatto.

Hai voglia…

…ad avere 30 senatori di vantaggio. Probabilmente non ne avrà nemmeno 10.

I(W)AN

Un bel video registrato da Ivan Scalfarotto (con l’aiuto di Paolo Virzì):

Fantastico video (da partitodemocraticoveneto.org)