Mettiamo Radici

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci” – Mahatma Gandhi

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Primarie!!!

Il 3 Marzo si vota!!

Almeno questo vale per noi elettori del Partito Democratico, al momento gli unici in Italia ad essere chiamati a votare per scegliere chi ci rappresenterà in Parlamento, cancellando di fatto il peggio dell’attuale legge elettorale, la mancanza delle preferenze.

Grazie PD, sono orgoglioso di far parte di te!

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La speranza americana

Mentre in Italia si corre verso le elezioni anticipate, in America si sta votando in 22 stati complessivi per le primarie dei Democratici e dei Repubblicani.

Come da titolo, ho una speranza. Quella di veder vincere Barack Obama, prima per la nomination, e poi per lo Studio Ovale.

Se c’è una cosa che sa fare bene quest’uomo, è quello di saper infondere voglia e speranza nelle persone. Ha una capacità rara, quella di saper parlare alle persone e al contempo di saperle ispirare, senza per questo fare leva sulle loro paure. Una dote molto importante.

Unico Senatore a non votare la guerra in Iraq, arriva con questo attivo alla notte più importante della campagna per le primarie, dopo aver girato in lungo e in largo il paese.

Anche se i sondaggi non lo vedono in vantaggio, invece lui è stato sempre un passo davanti agli altri, secondo me, nei linguaggi e nei temi utilizzati. Gli slogan, le parole chiave della campagna sono sempre state sue, a partire dal discorso di annuncio della sua candidatura, in cui partì con il celebre “I’m fired up!”, che è diventato in seguito l’urlo dei suoi sostenitori lungo tutta la campagna. Per continuare poi con le continue sottolineature della parola “change”, cambiamento, che pian piano è entrata anche nei vocabolari degli altri candidati, perfino dei repubblicani. E per ultimo il fantastico “Yes we can”, sì noi possiamo, perfetto esempio di slogan che coglie tutto il senso di una campagna partita in sordina, e tra i sorrisetti di scherno di chi lo vedeva con quasi nessuna speranza di avvicinare Hillary Clinton. “Yes we can!”, cambiare il nostro paese dalle fondamenta, “Yes we can!”, fare una politica di unità invece che di divisione, “Yes we can!”, vincere le elezioni partendo praticamente da zero o da perdente certo.

Yes we can, anche in Italia.