Mettiamo Radici

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci” – Mahatma Gandhi

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Parole sagge

Pochi giorni fa ho scritto un post veramente arrabbiato, per denunciare le parole sconce di Gianni Alemanno, volte a sminuire l’impatto autoritario del fascismo, riducendolo alle sole leggi razziali, viste come un errore più che come una colpa, oltretutto.

Ieri Gianfranco Fini, attuale Presidente della Camera, ha pronunciato parole importanti a sostegno della tesi che il fascismo è stato un regime autoritario e antidemocratico. Pare che abbia preso dei fischi per averlo detto. E poi ha continuato con:

La destra politica italiana e a maggior ragione i giovani devono senza ambiguità dire alto e forte che si riconoscono in alcuni valori della nostra Costituzione, come libertà, uguaglianza e solidarietà o giustizia sociale. Sono tre valori che hanno guidato il cammino politico e ribadire che la destra vi si riconosce è un atto doveroso. Se in Italia – ha aggiunto Fini – non è stato così agevole, è perché non c’è stata una destra in grado di dire che ci riconosciamo in pieno nei valori antifascisti.

Parole pesanti, che rimarranno nel tempo, più di quanto probabilmente ora si pensi. Queste parole possono funzionare da punto di riferimento per tanti. Speriamo. Avere punti comuni di riferimento, tra destra e sinistra, aiuterebbe a riconoscere anche le differenze con maggior chiarezza, a vantaggio di tutti. La strada è ancora lunga, ma da oggi il nostro paese ha fatto un bel passo nella giusta direzione.

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Una grande Famigghia felice

Non vedete come si vogliono bene ?

Si danno pure i buffetti di comprensione…

Italia

Tre giorni.

Manca poco.

La differenza c’è e si vede.

Noi non parliamo di fucili, non parliamo di mafiosi come di eroi, non parliamo di riscrivere i libri di scuola per cancellare la storia della Resistenza.

Noi vogliamo semplicemente bene al nostro Paese, al nostro fantastico Paese.

Lo può governare chi vuole, il nostro Paese.  Ma non Silvio Berlusconi. Non è adatto a governare un paese. Basta guardare le immagini alla TV. Non è adatto a prendere su di sè l’Onore di diventare Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.
Perchè di questo si parla, di prendere per mano il nostro paese. Ognuno ha la sua ricetta, conservatrice, liberale, riformista, di sinistra estrema, centrista. Ognuna di queste filosofie ha diritto a eprimersi e cercare di guadagnare il consenso che merita. Ognuno ha il diritto di parlare con le persone per cercare di far conoscere il proprio pensiero.

A tutto questo però c’è un limite. Non si può pensare che si possano mettere in discussione le nostre Istituzioni, come la Presidenza della Repubblica, e immaginare scambi tra la Presidenza della Repubblica e la Presidenza del Senato. Non è possibile mettere in discussione la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi,
forse uno dei più amati presidenti della Repubblica della nostra Storia. Non è possibile che un elettore di centrosinistra come me debba essere costretto a parlare agli elettori di destra per convincerli che l’Unità della nostra Repubblica è un valore, che la nostra Costituzione è una carta fondamentale irrinunciabile, che la nostra Bandiera e il nostro Inno non si toccano. Questi non possono essere valori “irricevibili”. Sono le fondamenta del nostro Stato. Senza di essi il nostro Paese poggerebbe sulla sabbia.

Non possiamo vivere altri anni, e forse nemmeno altri mesi, in questo modo, nel modo che si è visto negli ultimi giorni. Non possiamo. Lo Stato deve essere unito contro le organizzazioni criminali. Prima si dice “un voto per noi è un voto contro la mafia”. Poi qualche giorno dopo, “Mangano era un eroe”, e lo si ripete, anche. Come lo devo interpretare, questo messaggio? Come una difesa dell’orgoglio della Magistratura, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, che ogni giorno rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza? Come una difesa del ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (Notoriamente portatore di idee staliniste. Penso che se fosse sopravvissuto, avremmo visto pure questo…)?

Domenica scegliamo chi dovrà governarci. Non è un momento qualunque, questo in cui ci troviamo.

Domenica andate a votare. E votate per chiunque vogliate, ma NON votate per il PdL e per la Lega. I loro capi non sono degni di essere scelti per governare un paese con la Storia dell’Italia.

Io voterò per il Partito Democratico, perchè è quello che rappresenta nel modo migliore il mio modo di pensare.

Silvio, non è difficile!

Ciao Silvio, come va?

Come dici, le schede son troppo difficili?

Ma come, è facile! Basta mettere una croce sul simbolo, e il gioco è fatto!

No! non in mezzo tra i due simboli! SUL simbolo!

NO, NON sull’esterno della scheda! Ma sei mai andato a votare negli ultimi anni? Mica è cambiato, col tempo!

Ma COSA ti vogliono fregare.. Ah, hai paura di perdere, e allora ogni voto può essere decisivo. Beh, allora vai a fare qualche manifestazione! Così spiegherai ai tuoi elettori come si fa a votare!

E adesso fare una manifestazione è così difficile? Solo perchè devi organizzare continuamente pullman per richiamare gente in piazza? E che vuoi che sia! Anche quello non è difficile, SI PUO’ FARE ! Oh, scusa, non volevo..

Comunque, hai anche Fini, con te! Digli di andare in giro per tutta l’Italia a far manifestazioni! Veltroni è da solo, voi siete in due, poi ci son anche tutti gli altri, che sono così tanti!

Beh, allora tu a Fini, che non vuol fare più manifestazioni da solo perchè non gli piacciono i piccoli gruppi, digli di portarsi dietro un po’ di liberali di Dini, repubblicani di La Malfa, Pensionati di Fatuzzo, fasc.. – mm, forse quelli è meglio di no – e comunque con un po’ di gente insieme almeno non si sente più abbandonato ! 

Ora ti saluto! Dai che ce la facciamo! E comunque, sarà un vero peccato, mi sa che la gente non capirà. D’altra parte, l’hai visto ieri, Fini, se non gli lasciamo almeno Alleanza Nazionale, poi chi ci va a guardarlo in faccia?

*clic*

Poveraccio, lo capisco, quando dice che governare sarà una via crucis..

Coi fucili e le armature

Sulle schede elettorali si sta facendo una confusione inverosimile.

“Se non cambiano le schede, prenderemo i fucili” dice il nostro futuro Ministro della Repubblica per le Riforme Istituzionali. E dal Pdl non un fiato. Solo un timido “Sta male” dal “principale esponente dello schieramento a noi avverso”. Ora pare che potrebbe non diventare ministro. Mi sa tanto di tentativo ennesimo di smentita, che però sarà dimenticato quando (e se, soprattutto SE) si avrà il potere a disposizione.

Come può uno che ha intenzione (ha intenzione?) di diventare Ministro della Repubblica, MINISTRO DELLA REPUBBLICA, pensare di dire cose del genere?

Come può uno che pensavo fosse una persona seria, come Gianfranco Fini, non emettere un fiato rispetto a questa esternazione?

Come possono, in ultima analisi, gli elettori di Alleanza Nazionale, votare per il Partito Invisibile che ha messo su nonno Silvio?

Come potrà la Lega essere d’accordo sul mantenere la sede del Governo della Repubblica a Napoli nelle prime settimane (mesi?) di mandato, nell’attesa che il Piano messo in atto dal Governo Prodi veda la sua fine?

Come potrà quel che rimarrà di Alleanza Nazionale ancora guardarsi in faccia dopo che sarà stata fagocitata dal corpaccione plastico del Poppolo delle Libertà (?) ?

Con quale coraggio gli elettori di Alleanza Nazionale, di Destra (scritto volutamente maiuscolo e senza riferimenti a Storace), guarderanno all’Unità del nostro paese mentre Bossi e Calderoli provvederanno a smembrarlo dai loro rispettivi posti di potere?

Per voi l’Unità d’Italia è ancora un valore? Garibaldi un eroe? Per la Lega NO.

Mettete una croce sul simbolo del PD, che è l’unico partito che il Paese cerca di unirlo, invece di dividerlo.

AGGIORNAMENTO SERALE: “Purtroppo i fucili dei siciliani sono stati caricati per troppo tempo a salve. Quando potremo armarli come si deve, vedremo se e contro chi usarli”. Dichiarazione, questa, di Raffaele Lombardo, del Movimento per le Autonomie (LOL). Ma siete proprio proprio sicuri di voler votare per questi? Guardate che sono totalmente inconsapevoli di quello che dicono…

Votate PD, votate PD, per favore.

quirinale

Perdono anche se vincono

Come dicono in America, pare che le prossime elezioni per il Pdl (Predellino delle Libertà) saranno una lose-lose situation.

Un momento in cui, qualunque cosa succeda, tu sei destinato a perdere. Come avevo elaborato qualche giorno fa, quello che conta non sono i sondaggi sul distacco in percentuale alla Camera, che pure pare ad oggi essere sceso intorno al 5%. Piuttosto, il dato importante è nel numero dei senatori eletti, grazie al Porcellum. Secondo i calcoli fatti dall’istituto che si occupa di sondaggi per Repubblica, nella migliore delle ipotesi il Pdl avrà una maggioranza non superiore ai 5-7 voti al Senato, rendendolo praticamente ingestibile. Soprattutto se si considera che nel computo non sono considerati i senatori a vita.

Se gli va bene, Berlusconi dovrà ancora una volta trattare con i piccoli partiti che sono camuffati nelle sue liste e che oggi sono silenti, ma si faranno sentire non appena le elezioni saranno passate e loro avranno il loro posto in parlamento. Vedere Dini ieri sera a Ballarò mi ha fatto tenerezza. La vergogna era palpabile.

Non si capisce cosa intendo? Ecco qua un video esplicativo:

Invece, se gli va male, il Pdl (perdenti della libertà) non avrà assolutamente la maggioranza. Basta che il PD ottenga la maggioranza in una a caso tra Liguria, Lazio, Piemonte, Calabria. E nonno Silvio perderà la elezioni.

Le perderà perchè queste elezioni sono state volute da lui, perchè il Pdl è una sua creatura, e di nessun altro. E perchè ogni risultato che non preveda una larga maggioranza al Senato sarà una sconfitta. Perchè Fini, se ha un minimo di dignità, abbandonerà la nave che cola a picco, come ha fatto Casini. L’Italia ha bisogno di una destra vera, non della burletta che c’è ora. Le ruote sono già ora in movimento, solo che in pochi se ne rendono conto.

Se volete allungare il brodo, e tenervi ancora questo sistema politico bloccato, immobile, allora il PdL (puntello delle libertà) è la risposta giusta.

Se vogliamo spezzare il circolo vizioso, e accelerare un processo che a me pare sia già in atto, la risposta è un segno sul simbolo del PD. Non si vota per un partito, si vota per un Paese.

PS: il video viene da qui, onore al merito!

Meno tre settimane

Tra tre settimane si vota.

Non è stata, per ora, tranne qualche eccezione, una campagna elettorale casinara come quelle degli ultimi anni. I due poli non si sono confrontati sui programmi, secondo me per l’altrui volontà, ma non si sono nemmeno sentiti i soliti ululati delegittimatori; un po’ per la scelta di Veltroni di non rispondere alle puntatine provenienti dalla destra, ma anche perchè la scelta del PD di andare da solo ha privato “il principale esponente dello schieramento a noi avverso” della possibilità di agitare lo spauracchio dei “comunisti”, i quali si trovano altrove, a questo giro.

A questo punto, si aprono 3 scenari possibili.

In uno, il Pdl vince e convince, sia alla Camera, che al Senato, e ha almeno 8 senatori di vantaggio sul resto della camera alta, e non più di 10. Un vantaggio superiore sarà praticamente impossibile. A questo punto, bisognerebbe comunque vedere in che modo potrebbe governare: le molteplici componenti del Pdl si metteranno a invocare la loro importanza, incidendo in modo pesante sulla formazione del “nuovo” Governo Berlusconi (Berlusconi quater). Dini, i Pensionati di Fatuzzo, la signora Mussolini, La Malfa, e tutti gli altri cespuglietti si faranno sentire. Berlusconi dovrebbe a questo punto fare uso di arte diplomatica, che non è esattamente il suo forte. Nella scelta dei Ministri pare che la sua scelta non sarà l’originalità (Tremonti all’Economia non è quotata, e ho letto di uno Schifani agli Interni, da far aggricciare la pelle. L’alternativa però era peggio, La Russa. Potrebbe anche tornare in lizza per un posto il signor Claudio Scajola, famoso per l’epiteto dato a Marco Biagi, errore che lo portò alle dimissioni). Passerà in Parlamento esattamente lo stesso tipo di forche caudine subite da Prodi. Alleanza Nazionale, o quel che ne rimarrà, dovrà in qualche modo far sentire la sua voce, pena la scomparsa. Il tutto ad assommarsi con una rapida perdita di credibilità nei confronti dell’elettorato, come è capitato sempre dopo le elezioni in questo quindicennio. Il sogno di Berlusconi sarebbe quello di avere un grande vantaggio al Senato, e quindi di non dover sottostare alle richieste dei “piccoli”, ma proponendosi lui quale pacificatore dell’Italia, facendo le riforme istituzionali e elettorali, e dimettersi, lasciando ad altri (fini?). Per poi, tra 5 anni, a fine legislatura, candidarsi al Quirinale. Il problema è che è molto più probabile la prima parte rispetto alla seconda.

Nel secondo scenario, il PD vince in qualche modo le elezioni alla Camera, e riesce a governare con un vantaggio limitatissimo di senatori, anche con l’aiuto dei senatori a vita, più tendenzialmente spostati verso il centrosinistra. Il peggio però avverrebbe dall’altra parte. Il PdL imploderebbe, perchè l’anima di Alleanza Nazionale pretenderebbe la testa di Berlusconi, che li ha portati alla formazione del partito unico provocando la sconfitta elettorale.

Terza opzione: il pareggio al Senato, con il PdL vincente alla Camera. Per pareggio si intende un vantaggio limitatissimo in senatori, 2-3. Anche qui, i sommovimenti all’interno della formazione di destra potrebbero portare a sviluppi imprevisti. Il risultato potrebbe essere un Governo istituzionale a tempo, per fare le riforme di cui abbiamo bisogno e subito nuove elezioni. Nessuna Grande Coalizione, come sottolineato da Veltroni, che secondo me cancellerà questa possibilità facendosi forza del rifiuto di Berlusconi di fermarsi qualche mese fa per fare una riforma elettorale prima di chiamare l’Italia alle urne.

Che Berlusconi si ritrovi il 15 Aprile con due rami del Parlamento “governabili” è un’ipotesi praticabile, possibile nella sua realizzazione, ma è anche l’unica in cui gli riuscirebbe di controllare i bollenti spiriti della sua coalizione.

L’impressione personale è che queste elezioni si possano riassumere in un sostanziale “o la va o la spacca”, per il “principale esponente dello schieramento a noi avverso”, che si sta giocando il tutto per tutto nella sua ormai quindicennale esperienza politica italiana. Il bello è che non sembra accorgersene nessuno.

Era proprio necessario?

Ma, Fini, tra i tanti argomenti che si potevano cercare, avevi proprio bisogno di andare a prendere questo?

Domani voglio il rendiconto di tutto quello che prendi, lo sai, vero?

Lo sai, vero, che nei prossimi giorni compariranno sui giornali tutte le destinazioni dei 100000 euro dati da Veltroni in beneficenza, e che l’unico reponsabile sarai stato tu?

Quando c’era Silvio XI

Quando c’era Silvio X (de Kapò)