Mettiamo Radici

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci” – Mahatma Gandhi

Archivi delle etichette: politica

Tempi difficili

Ditelo, però, che è sempre così.

Succedono davvero troppe cose perchè le si possa seguire tutte. Dal medio di Bossi, alla Finanziaria, a Del Turco in gattabuia, Piazza Navona, il processo di “rinnovamento” della sinistra sradicata.

In mezzo a tutto questo, però, rimane  la sensazione che chi occupa Palazzo Chigi lo faccia solo provvisoriamente. Tutto sta succedendo davvero troppo velocemente. Voi guardate dove eravamo solo due mesi fa, quale era la situazione in Italia, e consideratela ora. Avevamo un Paese che poteva, alla lunga, essere indirizzato verso la meta giusta. Per lo meno sembrava ci fosse la volontà di farlo.

Invece no, non era vero.

Ora come ora la situazione è l’esatto contrario. Per dirla in latino, “Cui prodest?” cioè “A chi giova?”. A chi fa comodo un continuo clima di scontro? A chi serve che tutti i provvedimenti del Governo se ne vadano nella polvere sollevata dalle risse?

Si è visto come è andata nelle prime settimane: Decreto Rete4 e decreto intercettazioni, con la polvere ancora bassa, non sono affatto passati sotto silenzio. Erano dei tentativi, essenzialmente portati per sondare il terreno, e vedere quali erano le reazioni dell’opposizione. Definito che in un clima calmo il Governo perdeva colpi, la decisione di alzare i toni, prima contro i magistrati per via privata (ricusazione), poi per via pubblica (sospendi-processi). Qui abbiamo perso Tonino, che invece che stringere i denti e guardare dietro l’angolo, si è lasciato prendere la mano dall’idea della stramaledetta visibilità.

Quindi i centomila di Piazza Navona, Grillo, Guzzanti. La manifestazione è stata una grande occasione, ma un clamoroso insuccesso. Al giorno d’oggi non ti puoi permettere messaggi sbagliati, soprattutto nell’organizzazione. Di Pietro ha messo Grillo&Guzzanti tra gli ultimi a parlare, come le rockstar di turno, mentre gli altri (lui compreso) facevano i supporter. Ha dato loro l’ultima parola (consapevolmente? gliel’hanno chiesto per contratto e lui l’ha concesso?), e la visibilità nei TG senza la possibilità di creare un controcanto. E così ha bruciato tutto, compreso il credito accumulato con Moni Ovadia, Andrea Camilleri, Furio Colombo, Rita Borsellino. Più Arturo Parisi, che si era scelto il (comodo) ruolo di oppositore interno del PD, e l’ha lui pure buttato nel cestino per un po’ di visibilità. Come noterete, è scomparso dalla faccia politica della terra.

Quel che deve fare l’opposizione è non farsi prendere dall’iperattività/ansia dell’annuncio del Governo. Alla lunga questo comportamento li brucerà. Bisogna collezionare tutti i loro annunci e poi sfruttarli alla lunga per dimostrare come fossero solo fuochi di paglia, primi fra tutti quelli dell’ineffabile Brunetta sugli Statali e la Pubblica Amministrazione. Lasciamo al PdL di sviluppare tutte le sue “potenzialità”, tanto quello che voleva il Capo, l’ha avuto. E l’avrebbe avuto anche se il PD avesse strepitato per tutto il giorno. In quel caso, però, sarebbe stato facile bollare l’opposizione come quella degli ululati e basta. Oggi come oggi non c’è più la possibilità di appellarsi al concetto dell'”opposizione comunista”.

Testa bassa e pedalare. Il PdL ha dentro di sè forti contraddizioni, al momento mascherate dalla presenza del Capo. Per non parlare poi del fossato che si sta creando con la Lega. Come avevo già fatto intendere tempo fa, il Pdl si batte scavando sotto traccia, e non alla luce del sole delle TV. E lì che è più forte. E’ lì che è inutile accanirsi.

Eptalogo

Non ci arrendiamo.

Per costruire un’Italia nuova c’è tempo.

Ora dobbiamo costruire il nostro partito. Un partito con una visione radicale del mondo. Un partito che guarda al domani e lo studia. Un partito “preveggente”. Un partito ambientalista. Un partito in ascolto.

Su che cosa dobbiamo concentrarci?

Ecco il mio “eptalogo”:

  1. Un partito “cittadino”: la nuova maggioranza parlamentare è italiana, ma populista. La Lega è il segnale che le politiche locali, quelle più vicine alla gente e alle sue necessità, vincono. Un partito che guardi con grande attenzione alle tradizioni locali, alla storia dei piccoli centri abitati. Perchè piaccia o non piaccia, l’Italia è un Paese unito, ma formato da comunità distinte. Partito “cittadino” anche dal lato dell’amministrazione di comuni, province, regioni: ognuno dei punti che seguiranno, dovranno necessariamente esservi applicati. Noi siamo più forti a livello locale. Approfittiamone.
  2. Un partito “tecnologico”: la generazione del consenso non si fa distribuendo volantini, e solo in periodo di campagna elettorale. I nostri avversari il consenso lo costruiscono ogni sera, di fronte al televisore. Invece di piangere sulla mancanza di mezzi, approfittiamo del vantaggio che già ora abbiamo sulla maggioranza. Il PD è il primo vero partito 2.0, cioè il primo vero partito che affonda le sue radici anche sulla Rete Internet. Il messaggio di Beppe Grillo può non piacere, ma deve far riflettere la capacità di generare consenso in maniera massiccia. Il V2 DAY che si terrà il prossimo 25 Aprile sarà da seguire con forte attenzione. Internet può essere il veicolo della creazione del consenso nel futuro. Abbiamo accumulato, forse per caso, forse no, in questi anni, un buon vantaggio. Sfruttiamolo. Visto altresì che siamo anche un partito “cittadino”, come da punto 1, la cosa in assoluto più importante che un’amministrazione locale targata PD dovrebbe fare, è portare la banda larga in ogni casa dei propri cittadini. Combattere per questo. Bisogna fornire ai cittadini un mezzo di comunicazione alternativo alla TV, un mezzo di comunicazione che privilegia la formazione del pensiero critico e non di quello acritico. Un mezzo di comunicazione libero. La lotta contro le televisioni di Berlusconi non si vince guardandosi dietro le spalle, ma comprandosi un telescopio, per scoprire cosa c’è al di là del cielo.
  3. Un partito “culturale”: guardatevi intorno, la sera, soprattutto nei piccoli comuni. Le persone non escono più di casa. Non ci sono più luoghi di ritrovo comune in cui ci sia scambio di idee e pensieri. Tutti sono sempre davanti alla televisione. E così si ritorna alla generazione del consenso. Ribadisco: il primo obiettivo deve essere quello di tenere più lontana possibile la gente dal televisore. Coinvolgere le scuole in questo, soprattutto. L’educazione di bambini e ragazzi può essere un modo molto semplice di generare il pensiero critico anche nei genitori. I Comuni avranno la responsabilità di creare opportunità serali per la gente, eventi culturali, musicali, il più possibile vicini alla maggioranza dei cittadini. Piuttosto che un grande evento nel centro di una città, forse saranno meglio 5 piccoli eventi, uno per ogni quartiere.
  4. Un partito “solare”: i Verdi in Italia non esistono più. Il Partito Democratico deve raccogliere la loro (magra) eredità e trasportarla nelle sue politiche locali. Dobbiamo diventare il partito del risparmio energetico, della riconversione solare dell’energia, di un modello alternativo di sviluppo. I Comuni dovranno dare una mano alla riconversione solare delle abitazioni, educando i cittadini e spiegando i vantaggi, anche economici, di un passo di questo tipo. Anche qui, la scuola avrà un ruolo fondamentale. Due, tre giornate all’anno, in cui tecnici di un’azienda specializzata spieghino ai cittadini i pro e i contro della scelta del solare. Piaccia o no, l’ecologia è il futuro dell’umanità. Insieme a questo, nei temi ambientali si inserisce anche la gestione di un corretto ciclo di smaltimento e riciclo dei rifiuti. Parrà strano, ma questo è un tema che ai cittadini sta molto a cuore. Soprattutto perchè interviene sulle loro tasche con la tassa sui rifiuti. Bisognerà revisionare le modalità di calcolo di questa tassa, in modo da rendere la più giusta possibile la ripartizione dei costi dello smaltimento. Meno costi per i cittadini più meritevoli.
  5. Un partito “comunicativo”: se facciamo qualcosa di buono, per favore, facciamolo sapere alla gente! Visto che il principale mezzo di comunicazione di massa non ci vede, per così dire, in pole position, sfruttiamo i circoli locali per lanciare messaggi alla gente, riguardo ai temi che ci interessano, sia con incontri, che con piccole manifestazioni. Utilizziamo Internet, dopo che saremo riusciti a portarlo nel nostro piccolo paese, per informare la gente. La creazione di una newsletter per i cittadini con le informazioni sulle ultime decisioni del Gruppo del PD in Comune può essere una buona idea. In questo modo creeremo un flusso di informazioni diretto e “non mediato”.
  6. Un partito “pulito”: un partito antimafia. La radicalità nelle scelte prevede anche momenti dolorosi. Per i sospettati di collusione mafiosa nel nostro partito NON PUO’ ESSERCI SPAZIO. Espulsione diretta (ma temporanea) dal partito per chi riceve un rinvio a giudizio, in attesa della sentenza. Conferma dell’espulsione in caso di condanna di primo grado. Espulsione anche in caso di prescrizione, noi non siamo il partito dei furbi. Soprattutto per i deputati, ma valido a qualsiasi livello. Lotta alla corruzione nei comuni, semplificazione delle scelte per cittadini, premi ai cittadini meritevoli.
  7. Un partito “ascoltatore”: le Primarie sono state un successo. Creiamo un grande regolamento pubblico delle Primarie del PD, istituzionalizziamole anche a livello nazionale. Combattiamo una battaglia per farle entrare nella nuova legge elettorale. Quando ci mettiamo in ascolto i cittadini rispondono. Sfruttiamo le primarie per metterci in contatto con loro. Chiediamo la loro email, se ce l’hanno, promettendo di inviare loro i risultati delle primarie, e se vogliono, anche informazioni sulle attività locali del partito. Spesso i cittadini hanno delle buone idee, ma noi non li ascoltiamo perchè pensiamo di sapere di cosa hanno bisogno. Durante il periodo delle primarie chiediamo ai cittadini di venirci a dire che cosa vogliono da noi. Anche a quelli che votano diverso da noi. Soprattutto a loro.

Vedo

Tanto va la gatta al lardo…

…che Mastella ci lascia lo zampino.

Come avevo personalmente vaticinato qualche settimana fa, l’ineffabile Clemente si sta accorgendo di che razza di errore ha fatto precipitando le cose verso le elezioni. Pensava forse che lo avrebbero accolto a braccia aperte dall’altra parte? O, forse, ha creduto a qualche mezza voce che gli è arrivata, suadente, all’orecchio? Bene, ora vede quale è il risultato delle sue azioni.

Veltroni e la politica II

Veltroni e la politica I

Monnezza e politica II

Roberto Saviano, da Repubblica di qualche giorno fa.

Chapeau.

Monnezza e politica.

Fiorello ha detto: “Campani, se i politici non vi risolvono il problema rifiuti, stracciate la tessera elettorale“.

Mi sta bene, ma considerate una cosa: chi ha in mano oggi l’affare-rifiuti in Campania? La politica? Non direi proprio. Chi ha interesse a che il problema dei rifiuti a Napoli non venga mai risolto? La politica? Proprio no. Quali sono i quartieri che nonostante i problemi della raccolta, sono sempre rimasti lindi e puliti? Un esempio: Scampia.

Volete risolvere il problema dei rifiuti, cari cittadini campani? Iniziate a rimboccarvi le maniche, allora.

La politica, cattiva, non vi fa fare la raccolta differenziata? E allora? Fatevela da soli.

Non ci vuole molto, certo un po’ di fatica dovrete farla, ma il risultato sarà più grande. Un condominio di solito ha un giardino. Fate un’assemblea. Decidete di recintare un pezzo di tale giardino, e dedicatelo al compostaggio. Contattate un contadino o un’azienda agricola della zona: il compost può essere usato per concimare un orto, se fatto seriamente. Glielo regalerete, e lui dovrà spendere solo i soldi del trasporto da casa vostra ai campi. Con costanza e pazienza, in primo luogo i rifiuti diminuiranno, così come la loro tossicità se lasciati in strada per lungo tempo. Che credete che siano i liquami tossici e gli odori che si sentono quando passate di fianco ad un cumulo di immondizia? Certo ci saranno anche tra i rifiuti solidi degli elementi pericolosi (plastiche, ecc..), ma anche solo togliendo la parte umida, una grossa fetta di tossicità sarebbe eliminata!

Secondo: quando vedrò i cittadini campani comportarsi con la stessa frenesia per levare dalle strade non i rifiuti fisici, ma quelli umani dell’influenza della Camorra, allora vuol dire che saremo sulla strada giusta.