Mettiamo Radici

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci” – Mahatma Gandhi

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Per chi vota la mafia?

In un post precedente, in riferimento ad un articolo di Roberto Saviano, avevo detto che il Partito Democratico ha fatto scelte non tanto condivisibili in Sicilia e in altre regioni del sud, nella composizione delle liste.

Per capire di che si parla, leggete questo articolo di Peter Gomez.

Non è possibile che il Parlamento diventi una succursale delle cosche mafiose, non è possibile.

Lo ripeto, magari si poteva anche prendere il 10%, e perdere malamente. Ma almeno i 2-3 parlamentari siciliani che avremmo messo in Senato, sarebbero state persone degne di stima. Sarebbe stato meglio.

Si poteva fare, non è stato fatto.

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Hai voglia…

…ad avere 30 senatori di vantaggio. Probabilmente non ne avrà nemmeno 10.

La frittata è fatta..

…ora cerchiamo di rimettere insieme i pezzi.

Oggi cominciano le consultazioni al Quirinale, spero vivamente che se ne esca con la possibilità di creare un governo per riformare la legge elettorale e i regolamenti parlamentari, e la parte della costituzione per creare il Senato con i rappresentanti regionali.

Berlusconi vuole votare per prendere l’onda lunga della “delusione” degli italiani, Veltroni perchè ha paura che agli amici vengano brutte idee.

La sensazione che provo è di una profonda, cocente tristezza, credevo davvero che ci si sarebbe riusciti a ricostruire questo paese così sfigato e incredibilmente ricco di possibilità, invece ogni volta c’è sempre qualcuno che pensa di essere più importante dello stato che l’ha chiamato a decidere del suo futuro, e tutto va a farsi benedire.

L’ho già detto ieri, e lo ripeto oggi. Il Governo Prodi era nato con una serie di peccati originali, tra cui:

  1. prendersi Mastella in seno;
  2. Prodi che cerca in ogni modo di accontentare tutti, con il risultato di rendere tutti scontenti;
  3. Rutelli e la Margherita che fanno il più grande e decisivo degli autogol nel premere per non presentarsi con le liste dell’Ulivo al Senato, ma divisi tra DS e loro, provocando le conseguenze che conosciamo in quel ramo del Parlamento;
  4. Rifondazione Comunista che candida Rossi e Turigliatto, il Gatto e la Volpe della politica della coerenza cieca;
  5. la creazione di un programma che pareva il vecchio testamento, tanto era lungo;
  6. Bertinotti che invece di star zitto in periodo di campagna elettorale spara l’idea della tassazione degli utili, facendo perdere tutto il vantaggio acquisito in 5 anni di cazzate berlusconiane;
  7. candidare Dini nelle liste dell’Ulivo (sbaglio? mi sembra una cazzata tale, che faccio fatica ad immaginarla..);
  8. non aver fatto una decente legge sul conflitto di interessi in passato, e non la si è fatta nemmeno stavolta (si fotta il bilancio dello Stato! la Prima Cosa che dovevan fare appena messo piede in parlamento, era la legge sul conflitto d’interesse, invece si son rimessi a rimettere in piedi i conti, facendoglieli ritrovare belli pronti per il secondo round);

Penso che la lista potrebbe comtinuare. Se qualcheduno legge e vuole integrare all’interno dei commenti, liberissimo di farlo.

Si può fare?

Ieri sera, conversando col genitore di castelli in aria, ostentavo sicurezza: non si può fare, sarebbe troppo facile!

Come no!

Certo, dare credito a questo particolare Presidente/Senatore a vita potrebbe essere pericoloso, quanto meno, ma sinceramente non credevo che la Costituzione lo permettesse..

The week that was..

Che settimana!

E’ successo un po di tutto, negli ultimi 7 giorni.

Doveva cadere il governo, e non è caduto, a causa della buona prova dei nostri parlamentari, ma soprattutto dell’ostinazione di Romano Prodi che ha difeso la trincea fino agli ultimi attimi della battaglia. Un confronto in Parlamento di cui – per essere sincero – non sono riuscito a cogliere fino in fondo il significato: guardando il dibattito sulla rete, si sentivano più numeri che concetti, visto che il merito degli emendamenti era noto ai parlamentari, ma non agli ascoltatori. Solo nel caso della cosiddetta “class action” ho capito qualcosa della discussione.

Dini e Bordon: che cosa vogliono dalla vita? Non siete più d’accordo con quello che sta facendo il governo? Pensate che le vostre idee con coincidano più con quelle degli altri? Dimettetevi. Così lascerete il posto a persone che possono continuare il lavoro di questo Governo. Invece no. Rimangono e si creano l’ennesimo partitino, dimenticando che le persone che li hanno votati li hanno scelti perchè facevano parte di una coalizione (eterogenea, certo) che ha permesso loro di entrare in Senato. Bel ringraziamento.

Reparto ortopedia: la spalla dell’opposizione era così tumefatta che hanno dovuto operarla, ma l’intervento è andato male.

8 milioni: come dicono gli americani – and counting…

PPL: il Partito del Predellino delle Libertà. Non era così? Ma non ha mica detto che era un partito che partiva dal basso?