Mettiamo Radici

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci” – Mahatma Gandhi

La penosa vicenda della commissione di Vigilanza RAI

Ormai lo sanno tutti, alla commissione di Vigilanza RAI andrà Zavoli, persona con una storia nella televisione pubblica e con un modo di fare che non ha nulla a che spartire con i linguaggi della politica di oggi.

Il problema è che una persona come Sergio Zavoli alla commissione di Vigilanza rientra perfettamente nell’identikit voluto dalla destra. Perchè? Perchè è un gentiluomo.

Poniamo il caso che venisse eletto un uomo dell’Italia dei Valori, cosa sarebbe successo? Quest’uomo, chiunque esso fosse, sarebbe stato spesso in TV, sulla RAI a lamentarsi delle malefatte del governo in materia di comunicazione, avrebbe ostacolato le manovre della maggioranza per appropriarsi dell’influenza sul mezzo di comunicazione pubblico con tutte le sue forze. In altre parole, avrebbe rotto le scatole.

Invece, ora, abbiamo Sergio Zavoli, persona dal temperamento non certo uguale a quello di Leoluca Orlando. Orlando, anche se probabilmente non raggiunge il profilo culturale e morale di Zavoli, avrebbe comunque rappresentato un’altra voce stonata e fuori dal coro del “tutto bene, tutto bene” che lorsignori cercano e cercheranno sempre di più di inculcare nel pubblico, qualunque cosa succeda.

Quindi, la forzatura della mano sull’elezione del burattino Villari, cresciuto alla scuola dell’UDEUR, la palestra perfetta per chi voglia fare esercizio nel salto di palo in frasca.

Poi ancora, lo schifo nell’apprendere che il vicecapogruppo al Senato del PD si permette di suggerire una risposta al capogruppo Pdl che non sapeva che dire.

Stiamo ben oltre il ridicolo, ben oltre. Ora, subito, bisognerebbe prendere delle decisioni disciplinari che coinvolgano entrambi questi “individui”, che non si stanno comportando secondo il volere degli italiani che hanno messo una croce sul simbolo del PD, e meritano di essere rappresentati in modo decisamente migliore.

Bisogna avere coraggio, coraggio anche nel mettere ordine e stabilire una gerarchia, un principio che funziona in tutti i gruppi, non si vede perchè non debba funzionare anche nel Partito Democratico italiano.

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