Mettiamo Radici

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci” – Mahatma Gandhi

Biochimica e politica

Le cellule umane sono organismi in miniatura. Vivono, muoiono, comunicano, ascoltano l’ambiente che li circonda. Come fanno ad ascoltare? Utilizzano migliaia e migliaia di “orecchie”, rivolte verso il loro esterno, che controllano quel che succede al di fuori della porta di casa, e lo riferiscono all’interno. Queste orecchie sono i recettori, proteine che legano ognuna un segnale diverso, e, per mezzo di reazioni biochimiche trasferiscono il segnale da quel che succede nel mondo, verso l’ambiente della cellula.

La presenza dei recettori sulla membrana, la “pelle” delle cellule, non è casuale, ma controllata fin nei minimi particolari. Risponde ad un equilibrio perfetto, retto da innumerevoli sistemi di regolazione. Il recettore ha il compito di ricevere il segnale, per poi riproporlo all’interno della cellula, con l’intensità adeguata, che non dovrà mai variare, nè in segno più, nè in segno meno. Se però il recettore lega troppo del segnale esterno, detto ligando, c’è il rischio che vari l’intensità della risposta interna. Il sistema replica allora diminuendo il numero di recettori che si trovano affacciati verso l’ambiente, modulando così le segnalazioni da fuori. Questo principio è la causa della assuefazione da droghe. L’organismo cerca di modulare il segnale anomalo, diminuendo i recettori.

 

Flashback al Marzo 2001:

“[…]Berlusconi è una di quelle malattie che si curano con il vaccino. E per guarire da Berlusconi ci vuole una bella dose di vaccino Berlusconi. Bisogna vederlo al potere”

Dette da Indro Montanelli ad Enzo Biagi in una puntata del Fatto. Ovviamente si sbagliava. Siamo ormai stati “vaccinati” a profusione, ma gli effetti non si vedono. Quel che si vede, invece, è l’effetto descritto (male) nel paragrafo precedente: quello dell’assuefazione. Può succedere quasiasi cosa, qualsiasi cosa può dire, che nulla cambia e nulla succede. Berlusconi non è un vaccino, è una droga. Funziona sia con quelli che lo vogliono, che con quelli che lo ripudiano, il “Berlusconi passivo”. Ti prende, ti s’infiltra nella testa, non ti lascia più libero. Quel che si dovrebbe fare è una bella disintossicazione. Con uno strumento principe, il telecomando. Ogni volta che compare lui, la Tv cambia magicamente canale. E il mondo torna a sorridere.

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